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Da Milano a Roma: Piccole antenne spuntano…

La musica delle radio che hanno aperto a Milano non può arrivare fino a Roma, le voci però si: quelle del tam tam di radioamatori che parlano dei primi passi mossi dai fratelli Borra di Radio Milano International e da qualche altro piccolo editore di provincia. Ma dal punto di vista economico Roma non è Milano: chi ha i capitali non crede nello sviluppo di questo mezzo e dunque non investe.

Il mondo dell’emittenza radiofonica capitolina allora prova ad arrangiarsi come può: giradischi, registratori, microfoni e quant’altro serve per dar vita ad una stazione arrivano da casa o da qualche mercatino tipo Porta Portese dopo esser passati chissà in quante mani. E’ con un po’ di fatica che nell’estate del 1975 nascono Radio Roma, Radio Anna, Teleradio Roma Cavo, seguite l’anno successivo anche dall’insediamento nell’etere di Radio M100 Stereo.

Emme100 in quel periodo, come tutte le radio del suo genere, teneva a modello le stazioni americane più famose, ma risentivano molto dell’influsso della Rai e delle trasmissioni di Arbore e Boncompagni; nel calderone del palinsesto tutto può essere inserito: la radio privata è ancora ad uno stato embrionale e quindi: novità discografiche, giochi, intrattenimento, un parlato più informale rispetto a quello offerto ancora oggi dalla Rai, è quello che possiamo riscontrare in tutte le radio in effemme, e quindi anche in M100.

La radio è di proprietà di Simona Marrocco, e del marito Renato Dionisi, la gestione rimane improntata sul modello dell’impresa familiare, ma può annoverare collaborazioni importanti nel corso dei 25 anni della sua storia. Basti pensare che fino al 1981 il responsabile marketing era un certo Edoardo Montefusco che con le radio a Roma ha fatto la sua fortuna. Altri grandi personaggi che hanno calcato il palcoscenico di Emme sono stati Anna Pettinelli, Lucia Schillaci, Luciana Biondi, Silvio Piccinno, Francesco De Vena, Elena Carbonari, Teo Bellia (oggi direttore del doppiaggio e voce di Ned Flanders nella fortunata serie “I Simpson”), Stefano Cipolletta, oltre allo stesso Roberto Brandolini.

 

E’ una delle emittenti romane più longeve e apprezzate dal pubblico della capitale, riscuote nei primi anni ’80 dei grandissimi successi, salendo più volte sul gradino più alto del podio degli indici di ascolto. Ma l’ascesa di Dimensione Suono di Roberto Giorgio (nel 1981 era entrato nella proprietà anche Montefusco) ne erode lentamente il primato. Non era pensabile controbattere alle mosse della nascente RDS, dove grandi investimenti di capitali furono fatti sin dall’inizio per aumentarne la visibilità.

M100 non appare in nessun film, (o meglio vi apparirà soltanto dopo la sua chiusura, il film era ‘Ngopp per la regia di Pablo Dammico e la partecipazione straordinaria di Andrea Giordano, uscito il 25 settembre 2002!!!)  non segue manifestazioni importanti, e col passare del tempo perde tutti i suoi nomi migliori che passeranno alla corte di Montefusco ed a quella di altri editori. Siamo nella metà degli anni ’80: M100 è nel momento più buio della sua storia.n testa alle indagini d’ascolti

Nel 1986 la radio venne affidata per un breve periodo a Gigi Canali. Fu il primo a portare in radio un format vero e proprio, che si rivelò però troppo élitario per poter mietere ascolti. Abbandonato il progetto di una radio che si dedicava alla musica raffinata, ed in particolare alla fusion, ci si affida ad una ricerca di mercato per poter capire meglio come riacquistare visibilità e ascolti.

Brandolini ci ricorda che “al giorno d’oggi non è importante quanto una radio venga realmente ascoltata dalla gente. E’ necessario imprimere il proprio marchio nella mente degli ascoltatori, farsi riconoscere è l’obiettivo primario”. Ed è con questi intenti che  Emme100 viene riposizionata sul mercato.

La direzione della radio viene affidata a Beppe Ricca, e un bel giorno del 1987 la radio cambia totalmente fisionomia, cercando di divenire l’esatto contrario delle emittenti operanti a Roma in quegli anni: se gli altri trasmettono novità discografiche, giocano col pubblico preoccupandosi di intrattenerlo, Emme di colpo non lo fa più.

Emme100 manda via tutti disc-jockey e mette davanti ai microfoni degli speaker che devono essere il meno intrusivi possibile,abbraccia il formato Golden Oldies trasmettendo soltanto vecchi successi usciti sul mercato da almeno otto anni, inizia a dare del “tu” ai propri ascoltatori.

Gli stessi addetti ai lavori non capiscono bene che cosa abbiano in mente quelli di Emme. Sono scettici di fronte al nuovo formato della radio che in quegli anni mette in onda successi degli anni ’60 e ’70. Ma è proprio questa strategia che procura un notevole ritorno d’immagine all’emittente. E’ la prima radio a mettere in pratica un discorso di questo genere: negli anni ’80 le emittenti concorrenti continuavano a trarre la propria forza dal materiale umano a disposizione. Adesso Emme è molto facile da riconoscere anche soltanto roteando distrattamente la manopola della sintonia.

 Il trasmettere su di una frequenza molto facile da ricordare (100MHz), l’assenza di una concorrenza vera e propria, insieme alle vicende del 1989 legate ai ripetitori di Monte Cavo, che vedrà la chiusura di tutta una serie di emittenti della Capitale, fanno balzare tra il ‘90 e il ’92 Emme100 in testa alle classifiche degli ascolti. E’ ovvio che l’attenta pianificazione degli eventi da mettere in onda, le frasi fatte degli speaker ed i successi di Lucio Battisti e dei Beatles, pagarono fino in fondo, facendo acquistare ad Emme 100 una notorietà quasi inaspettata.

Le notizie in questi anni vengono curate da una redazione fissa composta da tre persone. Una spazio particolare viene dedicato due volte ogni ora alla segnalazione di raduni, sagre, feste e spettacoli. Ma sono anche le comunicazioni provenienti dalle pubbliche istituzioni a trovarvi spazio, oltre a quelle delle associazioni di categoria. Gli speaker effettuano delle turnazioni che non permettono agli ascoltatori di affezionarsi ad una particolare voce: ogni giorno vanno in onda per quattro ore consecutive a degli orari diversi tra le 6 del mattino e le 22. Queste caratteristiche di formato verranno mantenute fino al 1999.

 

Dal Golden Oldies all’Adult Contemporary

Dopo l’exploit dei primi anni ’90, riprende lenta l’erosione degli ascolti. Le altre stazioni romane incominciano ad organizzare meglio le proprie emissioni, il materiale umano a Roma non manca, ma adesso sono i forti investimenti a pagare maggiormente in termini di ascolti e visibilità. Non sempre la qualità è indice di successo, ma soprattutto inizia a crescere in quegli anni la richiesta di informazione specializzata da alternare all’intrattenimento d’evasione.

Gli inserzionisti pubblicitari di Emme esercitano forti pressioni affinché il formato della radio subisca delle modifiche, chiedono che vengano inseriti all’interno della programmazione musicale anche dei successi discografici recenti, che sporadicamente vengono introdotti tra il ’93 ed il ’94.

Fu un grave errore – spiega Brandolini – si rese Emme100 un ibrido che non aderiva più ad un formato ben preciso (né Golden Oldies né Adult Contemporary), creando un divario incolmabile tra la musica degli anni ’60 ed il sound degli anni ’90. E’ inconcepibile pensare di poter mettere insieme Mal e Prince, considerando anche il gap generazionale tra gli estimatori di entrambi i generi”.

Nel novembre del 1994 Beppe Ricca scompare tragicamente e qualche mese dopo alla direzione di Emme viene chiamato Roberto Brandolini. Anche lui, come i direttori che lo hanno preceduto, ha le mani abbastanza legate di fronte ai desideri dell’editore. Brandolini convince quest’ultimo della necessità di modernizzare la radio, che non può dare il massimo senza dei nuovi supporti tecnici. La dota quindi di un sistema informatico d’avanguardia che permette di inserire nelle macchine ogni tipo di materiale sonoro da mettere in onda (musica, jingle, spot, effetti) permettendo di dare un senso logico alla programmazione, continuità e soprattutto di far ruotare in maniera omogenea i dischi in onda.

Compie anche una serie di epurazioni alla musica trasmessa, indirizzandola maggiormente verso i grandi successi degli anni ’70 e ’80, i primi tornati nel frattempo di moda. Gli speaker smettono anche di rivolgersi ad un unico immaginario ascoltatore, dando una visione (e un ascolto) tangibile dello svecchiamento messo in atto dall’emittente. Gli indici di ascolto si assestano intorno le 100mila unità, il pubblico di Emme dimostra di rimanere comunque affezionato al marchio della radio e a ciò che esso garantisce.

Dal 1996 Emme decide di offrire ai suoi ascoltatori un’informazione di qualità connettendosi alla syndication CNR, diretta da Demetrio Volcic, che assicura ai suoi ascoltatori 27 appuntamenti giornalieri con l’informazione dalle 7 alle 20. Appuntamenti fissi con la metereologia e la percorribilità delle strade del Lazio completano gli appuntamenti con l’informazione di Emme100.

 

La guerra contro il silenzio

Da quando la SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) ha regolarizzato il sistema delle proprie entrate, accade che la Rai compila dei moduli appositi dove indica tutta una serie di informazioni necessarie ad un equo pagamento dei diritti agli autori e alle società editrici. La legge impone invece alle radio commerciali di pagare una cifra forfettaria che è pari al 2% del fatturato dell’emittente.

Renato Dionisi, editore di M100, si trovava su posizioni diverse da quelle indicate dalle norme Siae. Trovava la disposizione arbitraria, visto che non era chiaro (e non lo è tutt’ora) a chi venissero devoluti i diritti di ciò che veniva trasmesso da Emme, come in tutte le altre radio che non fossero la Rai. Entrò così in causa con la stessa Siae, ma non gli fu data ragione. In virtù della sentenza, il 26 aprile 1999, tutto il materiale sonoro protetto dal marchio Siae presente in radio fu posto sotto sigilli, e ad Emme100 fu inibito l’uso e la trasmissione di qualsiasi opera edita.

Ci trovammo in una situazione di emergenza – ricorda Brandolini – c’era da decidere in fretta come agire: o rimanere in silenzio, o riaprire i microfoni spiegando ai nostri ascoltatori quello che ci era successo.  Naturalmente fu la seconda ipotesi quella che fu presa in considerazione, e dopo soltanto un paio d’ore necessarie al riorganizzarsi, a turno, tutti gli speaker di Emme presero parte ad una maratona radiofonica soltanto parlata. Anche soltanto fischiettare “Volare” di Domenico Modugno sarebbe stato reato, e quindi non rimase altro che affidarsi all’improvvisazione dei nostri collaboratori ai quali non parve vero di poter chiacchierare a ruota libera su Emme, che da molti anni offre ai suoi ascoltatori una quantità di parlato molto bassa”.

Il risultato di questa maratona andata in onda tra il 26 ed il 27 aprile del 1999, fu un incredibile successo di pubblico, centinaia di telefonate in diretta, il fax intasato da messaggi d’affetto degli ascoltatori, che in qualche caso si preoccuparono anche del sostentamento alimentare di quegli involontari protagonisti, che, da dietro ai microfoni stavano lottando contro il silenzio. Quel silenzio che avrebbe in qualche maniera ucciso il principio basilare che ha permesso il proliferare ovunque del fenomeno radiofonico: il potere della parola.

Il successo di telefonate giunse quasi inaspettato perché il pubblico di Emme non era abituato ad essere chiamato in causa in prima persona, richiedere dischi, partecipare a giochi, intervenire in diretta; trovarono però quell’unica trasmissione, così diversa da quello che erano soliti ascoltare, molto piacevole. Si appassionarono insieme alle voci della radio che in quel momento sentivano di battersi per un ideale importante, mentre su di un altro terreno, gli avvocati dell’emittente cercavano di riottenere in tempi record l’autorizzazione per riprendere a trasmettere musica.

Alle 19.10 del 27 aprile 1999 la fatidica autorizzazione arrivò e andò in onda Renato Zero con “I migliori anni della nostra vita”, lacrime tra gli speaker e… tutto tornò come prima. – La richiesta più frequente da parte degli ascoltatori ??? – Perché non fate più spesso qualcosa del genere ?!?

Nel maggio del 1999 Emme100 viene venduta da Renato Dionisi al gruppo editoriale Edizioni Cioè di Fabio Piscopo. E’ chiaro che il passaggio da una conduzione familiare della radio, ad una gestione aziendale prevedeva la valorizzazione dell’emittente, la crescita degli indici d’ascolto e del fatturato, oltre al miglioramento e all’espansione del segnale.

Le premesse sembravano esserci tutte: Emme100 avrebbe potuto contare su grossi nomi, su di un formato Adult Contemporary, e sugli investimenti che Edizioni Cioè avrebbe saputo assicurarle per rilanciarla. Aspettative in tutto disattese visto che nel giro di due anni Emme100 si trovò ad essere una società in liquidazione.

 

La Radio ANTINOIA

E' questo lo slogan che segna il passaggio delle consegne dall'Editore Renato Dionisi alle Edizioni Cioè. Dal primo giorno, non senza un certo scetticismo da parte dello staff, l'emittente entrata nell'immaginario collettivo dei romani come "la radio adulta", spezza il flusso di musica e notizie trasformandosi in un ibrido radiofonico a metà tra il format che le aveva decretato il successo negli anni '90 ed una radio di programmi.

L'acquisto di Emme100 da parte di Edizioni Cioè sembrava davvero l'inizio di una grande ascesa votata all'espansione del segnale nel centro Italia e all'erosione degli ascolti di emittenti come Dimensione Suono Roma e Radio Globo.

La sede della radio viene trasferita nell'ottobre del 1999 dagli storici studi in Via Ludovico di Savoia nel palazzo principale del nuovo editore Fabio Piscopo in Via di Villa Sacchetti. Qui viene dotata di nuovi e costosi studi assolutamente all'avanguardia (interamente progettati da Roberto Brandolini), ma non è solo nella costruzione delle sale di emissione che il direttivo di Cioè investe grossi quantitativi di danaro.


La direzione tecnica della radio viene affidata ad Andrea Giordano, che aveva già coperto la stessa carica a Radio Capital. Accanto a professionisti del calibro di Francesco Maria Vercillo, Laura Antonini e Manuel Devella e nuove leve della radiofonia come Francesco Allegretti vengono ingaggiati, con contratti spropositati per un'emittente locale, musicisti, cabarettisti, scrittori, divi della fiction, della politica e dei salotti della "Roma bene" che tranne per rare eccezioni, dimostrano di non avere dimistichezza col microfono e con i tempi radiofonici.

A nulla valgono le ingenti campagne pubblicitarie, le partecipazioni alle più disparate manifestazioni, lo sforzo di chi dall'interno (se pur esterrefatto dalle politiche aziendali) con abnegazione crede all'avventura Emme100: dal cambio di proprietà la radio inizia a soffrire di una preoccupante emorragia di ascolti.

A nulla valgono gli avvertimenti di Brandolini: la radio sta definitivamente perdendo la sua identità di emittente di pubblica utilità, gli innesti di personaggi quali Paolo Mosca, Franco Califano e Tiberio Timperi provocano delle preoccupanti pause nel flusso della programmazione giornaliera. Non mi sento di accomunare a questa ecatombe di personaggi l'astrologo Paolo Fox e il duo Laganà-Telesforo che conduce per alcuni mesi la rubrica "I PRO E I CRO" che riscuote un buon successo di ascolti, ma che pesa come un macigno sul bilancio dell'emittente.

Le divergenze tra la direzione artistica e l'editore si acuiscono con il passare del tempo: da una parte la presenza di Brandolini viene sentita dall'editore come un intralcio alle politiche gestionali che intendeva mettere in atto: far diventare Emme100 cassa di risonanza per il vasto parco di vip che girava intorno ai giornali del gruppo. Per Brandolini era ormai diventato impossibile svolgere le sue mansioni in un modo che la sua più che ventennale esperienza gli faceva apparire sconsiderata.

Nel maggio del 2000 le strade tra Brandolini ed M100 si dividono. Per il primo è un divorzio doloroso dopo 6 anni di direzione artistica dell'emittente che del suo ormai ex direttore ha ancora non soltanto l'anima tecnica. L'editore Piscopo non si attarda, forse anche in base a consigli sbagliati, ad ingaggiare come nuovo direttore artistico Furio Busignani dotato di un background teatrale-televisivo, ma che all'interno dell'emittente si rivelerà più uno dei personaggi che la anima che professionista dotato del polso necessario x dirigere una radio che sembra andare sempre più verso lo sbando.

Durante l’estate la radio allo Stadio dei Marmi per l’appuntamento con il Big Gym, evento legato al fitness per tentare di aumentare la sua visibilità all'esterno. Anche questa scelta non si rivela molto accurata: il target medio di frequentatori della manifestazione non supera i 20 anni. Se l'emittente avesse seguito la propensione del gruppo editoriale di appartenenza dedicandosi ai giovanissimi avrebbe potuto verosimilmente mietere maggiori successi potendo contare sull'appoggio delle redazioni dei propri settimanali e sul vasto parco di gruppi musicali che transitano per il palazzo delle Edizioni Cioè per la realizzazione di servizi da pubblicare sulle proprie riviste.

L'editore continua invece a non perseguire un obiettivo ben preciso, scegliendo tra i propri ospiti e collaboratori personaggi fuori target, chiedendo spesso stravolgimenti della playlist e continuando ad affidarsi all'appoggio di show-man mutuati dalla televisione.

Il compito affidato a Busignani è quello di valorizzare il carattere "Antinoia" dell'emittente. Per perseguire questo scopo viene ingaggiato anche Andy Luotto che confeziona con l'apporto del direttore delle pillole (della durata anche di 8/10 minuti!!!) divertenti, ma che continuano a cozzare con il resto della programmazione.
Sotto la sua direzione un occhio di riguardo viene dato alla politica, in concomitanza con la campagna elettorale per le regionali, l'on Monica Ciccolini (ex moglie dell'editore nonché candidata di Forza Italia) confeziona una serie di rubriche dedicate alla salvaguardia di salute e bellezza o che prevedono come ospiti gli amici candidati del centro-destra, senza riuscire a fare peraltro né gli interessi della radio, né i suoi. Non bastano l'arrivo di Floriana Ferrer né la sua esperienza a risollevare gli indici di ascolto, e nel terzo ciclo di rilevazioni Audiradio del 2000 Emme100 scompare dall'indagine cadendo nel baratro delle emittenti non significative: gli ascolti sono scesi sotto le 40.000 unità.


Dalla lista di operatori nel campo della radiofonia "Radionews" Marco Lolli scrive in quei giorni:

«Morte di una radio. EMME100 scompare, dimenticata nell'oblio generale. Come dire: puoi avere più soldi di tutti ma se non sai fare la radio (e le campagne elettorali...), torna a vendere i giornaletti per ragazzine 12enni. (...) Mi dispiace per molta gente brava che ci mette l'anima, a cui consiglio di cercare gratificazioni altrove. 
Quindi, il vincitore morale di questa Audiradio è... ROBERTO BRANDOLINI !!!».

Le opinioni degli addetti ai lavori in quel periodo sono molto discordanti, ma si trovano tutti d'accordo nel condannare l'operato delle Edizioni Cioè che da quando hanno acquisito la proprietà di Emme100 sembrano far di tutto per distruggere un marchio che in 25 anni aveva saputo imporsi nell'immaginario del difficile pubblico romano. Emme riconoscibile fino al 1999 soltanto ruotando la manopola della sintonia sembra ormai una brutta copia di altre emittenti di successo operanti su Roma, incapace di guadagnare un solo ascoltatore ad ogni nuova indagine di ascolto.

Nel dibattito interviene inevitabilmente lo stesso Brandolini, tirato in ballo dai suoi colleghi che non ne hanno comunque messo in discussione il valore e l'esperienza:

«Posso solo dire che mi dispiace, visto il sangue che ho versato in 6 anni con successo per poi vederla morire in pochi mesi per l'ottusità del nuovo editore. Erano stati avvertiti della tendenza negativa con tonnellate di carta scritta e relazioni che probabilmente, nella loro arroganza e incompetenza non hanno neanche letto. Voglio proprio vedere se avranno ancora il coraggio dopo tutti questi mesi di dare ancora la colpa al sottoscritto per il loro insuccesso personale. I miei 26 anni di esperienza contro un po' di miliardi e zero di competenza nel settore, possono amaramente darmi ragione. Ed il fondo, a mio parere, non è stato ancora toccato».

Profetiche le ultime parole di Roberto Brandolini, nonostante ancora alla fine del 2000 sia difficile decifrare il futuro di Emme100, ma rimane opinione comune che la capacità di investimenti da parte dell'editore potrà risollevare le sorti di una radio che si trova ad affrontare il periodo più buio della sua venticinquennale storia.

Il nuovo anno inizia con la fine della collaborazione tra Busignani e l'editore Piscopo e non si può nascondere che la notizia viene presa con un certo sollievo in primo luogo dallo staff tecnico e artistico della radio. Busignani sembrava essersi gravato di un compito troppo difficile, reso ancor più grave dall'ombra lasciata dal suo predecessore. Mentre i cordoni della borsa dell'editore romano iniziano a stringersi, dopo 18 mesi di scriteriate campagne acquisti e pubblicitarie, Andy Luotto è l'ultimo personaggio televisivo che calcherà gli studi della radio antinoia.

Dall'inizio del 2001 la radio non si avvale di un vero e proprio direttore artistico, le decisioni importanti vengono prese dall'amministratore delegato Andrea Sneider, che si avvale dell'esperienza di Andrea Giordano e del suo staff tecnico. Per un certo periodo sembra quasi che il compito di direttore artistico possa venire affidato allo stesso Giordano, ormai maturo per un'esperienza di questo tipo all'interno dell'azienda, ma sembrava oltretutto ormai chiaro che se non fosse arrivata una persona di polso ed esperienza, capace di contrastare le velleitarie pretese di un editore assolutamente privo di esperienza nel campo della radiofonia, non sarebbe stato possibile recuperare il terreno perduto rispetto alle altre emittenti della Capitale che vedono l'affermarsi (in termini numerici) di nuove realtà quali RAM Power (la vecchia Radio Antenna Musica) e Radio Rock, ed il consolidarsi degli ascolti di Radio Globo, Dimensione Suono Roma e Dimensione Suono Due.

Nella primavera del 2001 sembra concretizzarsi l'ultima speranza di un rilancio dell'emittente: Marco Minelli, noto agli addetti ai lavori nel campo radiofonico per essere stato l'artefice dello sfondamento del muro dei 5.000.000 di ascoltatori a RDS, nonché direttore di Radio101, diventa consulente di Edizioni Cioè. L'intero staff si rimette nelle sue mani per tentare di rimediare agli sfaceli fatti negli ultimi mesi di gestione dell'emittente.

Minelli rivoluzionerà ancora una volta la playlist rendendola più fluida e simile nell'ascolto a quelle dei network, abolisce lo slogan "Antinoia" che non ha portato la fortuna auspicatasi dal suo editore e riduce le emissioni dei notiziari di CNR da 27 a 6 edizioni giornaliere. Vengono prodotti nuovi jingles, si rifà un po' il trucco al sound della radio, ma nessuna modifica viene apportata al parco voci.

Nel frattempo i nuovi contratti ai collaboratori di Emme100 vengono rinnovati ma con scadenze molto prossime. Si avverte nell'aria molto più che in passato un forte clima di incertezza da parte della proprietà. Erroneamente si crede che l'editore si voglia affidare ad un squadra diversa da quella che compone lo staff di Emme da ormai più di due anni, ma l'estate passa senza grossi scossoni, cercando di far sedimentare i cambiamenti apportati ad Emme da Minelli, decidendo quindi di non uscire, almeno per il 2001 dagli studi di via di Villa Sacchetti.

Ma la fine delle trasmissioni per Emme100 si avvicina velocemente: il 15 settembre del 2001 viene annunciato ai collaboratori che i contratti non saranno rinnovati alla scadenza che avverrà nel giro di 15 giorni, e nello stesso lasso di tempo partono anche le lettere di licenziamento per i dipendenti della radio. L'editore ha deciso di vendere il marchio e la storica frequenza dei 100.00 MHz ad un grosso gruppo editoriale,  (MediaHit, che fa capo tra le altre a Radio Cuore, che negli ultimi anni ha venduto la maggior parte delle proprie frequenze al gruppo L'Espresso, e che sta effettuando una campagna di riacquisizione acquistando dalle locali) e di chiudere l'azienda Radio Emme 100 Stereo, 25 anni dopo la sua nascita, poco più di due anni dopo averla acquisita.

Dal 1°ottobre 2001 la radio continua a trasmettere soltanto musica, pubblicità e notiziari per adempiere agli impegni presi, e dal dicembre 2001 in seguito al totale smantellamento degli studi in Via di Villa Sacchetti, le emissioni vengono curate dallo staff dei nuovi proprietari che per fortuna sembrano non aver preso la decisione di spegnere in modo definitivo il suo segnale, ma di tentare ancora una volta il rilancio dell’emittente.

Epilogo: Dal 1°ottobre 2002 sui 100MHz ha fatto la sua ricomparsa nell'etere romano il segnale di Radio Cuore. Anche il sito di M100 è stato definitivamente soppresso.

Grazie x i contributi di Roberto Brandolini, Alex Alongi, Stefano Cipolletta, Claudia Ciufo, Alessandro Di Gioia, Marco Lolli, Roberto Mauramati, Daniela Pucci, Giancarlo Strocchia e gli iscritti alla mailing list Radionews.