Qbeta: Etnomusik dal Sud
di Giuseppe Inì   (da www.upgrade404.it)

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Amano definirsi un kaos polimorfo, un calderone bastardo di influenze musicali fra le più varie, e la verità non è lontana. Si tratta dei Qbeta, formazione musicale giovane, piacevole, divertente. Max, Peppe, Salvo e compagnia sanno far divertire il pubblico anche dal vivo. Così i concerti che spesso tengono in Sicilia, terra che ha dato loro le origini, sono spettacolari. Si comincia con pezzi un po' più melodici e si chiude col bis delle tumultuose "Scappa Carmela Ska" e "Boom boom", apprezzabilissimo clone sicilianizzato del più famoso pezzo di Goran Bregovic.

E' possibile combinare pennate funky elettriche con strombettate slaveggianti, il tutto accompagnato da una ritmica afro? Si, e i Qbeta ci riescono con buona dose di maestria. Se li dovessi caratterizzare in modo estremamente sintetico ecco come: un favoloso melt di culture musicali troppo diverse per aspettarsi di poterle trovare tutte insieme; eppure eccole lì, nelle note suonate dai Qbeta, armoniosamente.

E che dire dei testi? A volte ermeticamente efficaci, come a voler concentrare tutto in così poco, come in "Arrakkè" pezzo che da anche il titolo al loro terzo album, datato 2000. Altre volte di un narrativo tipico della nuova generazione etno siciliana, favoleggiante al modo dei vecchi "cunti", i racconti degli antichi cantastorie tratti dalla realtà ma passati attraverso l'interpretazione di chi come mestiere creava una cultura al tempo stesso saggia e austera, fiabesca e fascinosa. Ho avuto la sensazione che le parole che si scioglievano sul calore della loro musica fossero stranamente fiabesche e poetiche, in un modo che non so dire meglio.

Rimane comunque notevole il lavoro di ricerca di questi ragazzi, che non indugio a definire dei buoni musicisti, dal punto di vista della ricostruzione di brani attraverso lo studio di culture musicali estranee certamente al pop, ma anche ai più nuovi stili che combinano più elementi ma che non lo fanno con lo stesso sforzo creativo dei Qbeta.
Per ascoltarli c'è soltanto da visitare il sito www.qbeta.com e scaricare l'album, che hanno reso disponibile interamente in rete, gratuitamente. Lì troverete ulteriori informazioni sulla band che vanno certamente oltre la mia semplice recensione, il cui obiettivo era quello di farvi curiosare nel loro sito. E vi assicuro ne rimarrete soddisfatti, se non meravigliati. Molto carina l'idea di distribuire ai loro concerti la copertina per farsi il cd da sè. Un ottimo esempio di chi sa dare valore non commerciale alla musica, un valore immateriale che farebbe inorridire SIAE, Sony, Virgin, EMI e molti degli artisti dell'"eletta schiera che si vende la sera per un po' di milioni"(Guccini).

 
 
 
 
 
 
I Qbeta:

Peppe Cubeta (chitarra acustica e voce solista)

Max Urciullo (chitarra elettrica e voce)

Carlo Cattano (sax e flauto)
Salvo Cubeta (batteria)
Salvo Germano (basso)
Toni Cattano (trombone)
Pier Paolo Latina (tastiere)