di Irene Marini

 

Ci sono molti locali a Roma e dintorni dove è possibile ascoltare musica dal vivo, e se siete frequentatori abituali di serate del genere vi sarà forse capitato di sentire i Post Scriptum e ricevere in omaggio una copia del loro omonimo CD. Questo primo prodotto del gruppo è un ottimo esempio di come sia ancora possibile incidere dei buoni pezzi rock in accordo con le attuali tendenze musicali senza per questo strizzare l'occhio a contaminazioni elettroniche o a testi di troppo facile ascolto.

I PS sono cresciuti ascoltando Led Zeppelin e Deep Purple, pilastri del rock anni '70, e si sente, ma si riconoscono anche nel modo di fare musica di gruppi appartenenti al presente o ad un passato sicuramente più recente, come Red Hot Chili Peppers, Faith No More, Incubus, dei quali spesso ripropongono i pezzi durante le loro serate.
Il loro sound distintivo è una sorta di crossover melodico e sintetico allo stesso tempo, un rock solido addolcito da una ricerca musicale spontanea che riesce ad ispirare sia la complessità di un brano come "Il dolore del mondo", che l'apparente, ironica semplicità de "Il giorno del mio suicidio".

 

 

Il loro lavoro presenta pezzi eterogeneamente legati dalle stesse atmosfere, da una composizione spontanea che lascia intravedere le diverse personalità presenti nella band senza creare conflitti. Il brano "O" che più spesso i PS propongono dal vivo è sicuramente il pezzo più divertente del CD, il meno riflessivo forse, ma il più trainante. Nonostante lavorino insieme da meno di tre anni, sono evidentemente riusciti a trovare una buona sintonia sia all'interno che all'esterno, nei riguardi di un pubblico che li segue ormai con attenzione, forse conscio di avere di fronte quattro ragazzi che sul palco si divertono veramente, che vogliono suonare davanti ad un numero sempre maggiore di persone che li conoscano e soprattutto si riconoscano in quello che ascoltano.

Mentre i Post Scriptum continuano con successo crescente il loro tour sotterraneo per Roma e dintorni, stanno lavorando ad un secondo CD, una versione più definita e matura nello stile del primo, che vale sicuramente più di un solo ascolto e che invitiamo, sia pure per curiosità, a procurarvi.

 

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