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1^ Puntata
LA CITTA’: San Juan de Pasto (per gli amici solo Pasto)
posted by
Morgana
Sono in Sud Colombia, in una cittadina di circa 500.000 abitanti, ai piedi
del vulcano Galera che mostra fumarole a manetta, a 2600m di altura ma
considerando che siamo fra i tropici, per la temperatura la si può
paragonare a una città del SudItalia, in pianura, verso settembre:
magliettina/giacca-jeans per lo più; se fa bel tempo canottiera e vai col
liscio... e magari ti abbronzi pure.
La città è molto tranquilla ma la vita di giorno fra gente che compra che
vende che passeggia e macchine che guidano prediligendo il sorpasso a destra
che Napoli non se la vedono proprio... fra venditori ambulanti di tutto
quello che ti può servire e non, e bancarelle che ti plastificano i
documenti e altre che ti fanno usare il cellulare e lo paghi a minuti
(cabine telefoniche umane) e carri trainati da cavalli e autobus che
sembrano acchittati per il carnevale e "civas" che sono autobus che
collegano città e campagna, nei quali è permesso caricare di tutto, e per
tutto intendo anche roba da vendere in città, tipo sacchi di cipolle,
galline, maiali tutti colorati e pieni di lucine tipo addobbo di natale, con
la gente che viaggia anche sul tetto... e il camion dell’immondizia che ha
la musica a palla e il camion delle bombole del gas che scampanella tutto il
giorno e i raccoglitori di cartone che col carretto a cavallo seguono il
camion dell’immondizia e un botto ma un botto di taxi... e la mancanza di
strisce pedonali e la gente che ai semafori parte col giallo prima del
verde... e i negozi pieni di cose di tutti i generi... la via dei tessuti...
quella delle scarpe... quella dei computer... e il continuo ”para servirla”
dei venditori... tutto ciò è un borde11o!!!!!!
Però anche qui arrivano le sette di sera e le 500.000 persone si ritirano in
casa a preparare "sopas": zuppe di mais e platano patate e pollo e "arroz"
(riso) in quantità e succhi naturali di maracuja ananas papaia mango lulo
curuba canna da zucchero e avena... e i bambini fanno casino e il bordello
si è trasferito dalle strade in casa, quando madre padre nonni zii fratelli
figli dei fratelli e delle sorelle, mogli dei fratelli e degli zii e
parentado vario... si riuniscono per la cena.
E poi bimbi a nanna, e la guerra al bagno fra i 3/4/5 ragazzi in casa
comincia per prepararsi ad uscire.
Le ragazze a vedere da come vanno in giro, in bagno ci stanno mezza giornata
perché qui lo stile è rigorosamente ben vestiti e pettinati, niente di
scucito né scolorito ne bucato tacchi alti e trucco e acconciature. E i
ragazzi di conseguenza.
I locali come musica offrono una variopinta vasta gamma di salsa o merengue
o vaienato (uno stile alla Gigi d’Alessio più convinto) e reggaeton... che
non è reggae ma è una specie di musica nera un po’ più ritmata (che pero ha
sempre di latino) che è la musica nuova che a tutti ci piace tanto (una
mmmeeerda!!!) e poi attenzione signore e signori perché ci stiamo spingendo
oltre: in una serata addirittura ben 30 minuti di musica elettronica
affidata a un dj che a te tocca affidarti a lui... spesso roba di 10 anni
fa!!!! Tutta questa bella musica si balla solo ed esclusivamente e senza
eccezioni in coppia.
Musica elettronica compresa.
Non puoi ballare da sola.
Non puoi ballare come vuoi perché i passi sono predefiniti per tutti i
balli. Non puoi ballare in gruppo.
Non puoi ballare con altre donne perché nessuna mai nessuna mai nessuna mai
nessuna ballerà con te perché sei una donna... in compenso puoi ballare con
i tipi che ti invitano a ballare e che per educazione non puoi mandare tutti
a fare in culo... per lo meno uno si e uno no.
In più la musica elettronica che già tragicamente si balla in coppia, la si
balla anche in fila: da un lato le donne dall’altra gli uomini, gli uni di
fronte alle altre e questo è.
Fatto sta che quando c’è salsa e/o merengue la vostra amica è sottoposta a
umilianti lezioni di ballo mentre intorno tutte ballano magnificamente senza
sforzo alcuno e ti guardano tipo “Ma che ca22o fa? Ma è mongoloide?”.
Morgana cerca di imparare la salsa e di muovere bene la cintura (il punto
vita) e un passo indietro uno al centro e uno avanti... ho anche provato ad
infrangere le regole alzandomi e andando a ballare da sola un pezzo di salsa
con il risultato che la gente intorno perdeva il ritmo e quasi si fermava;
sconcertati tutti mi guardavano seriamente preoccupati tanto che sono dovuta
tornare al tavolo dopo 1 minuto e mezzo perché sono riusciti a farmi
vergognare. A me!!!
Insomma si è capito che qui pudore vergogna e morale regnano sovrane
considerato che la gente crede ancora nella chiesa (all’epoca sono riusciti
a fare davvero un bel lavaggio del cervello) e la cosa che è grave è che non
sto parlando degli adulti, bensì dei ragazzi. Lo spiraglio di ambiente
alternativo, e parlo di uno spiraglio, appartiene ad una fascia di età
ristretta e già persone della mia età fanno discorsi che da noi si facevano
qualche generazione fa.
Detto così si può ben intendere che è un po’ una tragedia ma gia ho
conosciuto qualche sano frikkettone e così anche per quest’anno come l’anno
scorso a Milano i mio radar captafriks ha funzionato, e le cose cominciano
ad aggiustarsi, la maria comincia a circolare, ho beccato l’unico gruppo di
giocoleria della città e tutti vissero felici e contenti...
Il che comunque conta fino a metà perché il mio lavoro si svolge un po’ in
città e un po’ nella selva fra case di legno indigeni e fiumi e montagne
quindi non perdetevi la prossima puntata intitolata Indiana Jones... no!
Morgana Browns e la giungla inserpentata. Ciao.
morgana@grooveradiofm.net |